Recensione: La Diceria del Demone sulle Arti Marziali ed Altri Racconti


La Diceria del Demone sulle Arti Marziali

La Diceria del Demone sulle Arti Marziali

La Diceria del Demone sulle Arti Marziali ed Altri Racconti
Recensione dal saggio di Issai Chozanshi, tradotto in inglese a cura di William Scott Wilson.
Published by Kodansha International Ltd. and Kodansha America, Inc.

Nel 2009, in occasione del mio primo viaggio in Giappone, in attesa di imbarcarmi sul volo della Japan Airlines di ritorno a Roma, in una libreria dell’aeroporto trovai questo volumetto in inglese, che fin da subito mi ha fornito delle notizie, immediatamente trasfuse in un mio piccolo divertissement pubblicato col titolo “Voyage en Orient” e sottotitolo “Il Tengu”, sul website Aikido e Dintorni di Luigi Branno.

Il luogo della luce crepuscolare

Il luogo della luce crepuscolare

Quel mio breve articolo era emozione pura, legata al fatto di essere stato iniziato al Giappone da Paolo Corallini, di aver visitato un luogo così carico di mistero ed energia come la cima del monte Atago, con l’annesso jinja, raffigurazioni del Tengu, mantra e tamburi, di essermi infine sincronisticamente imbattuto nel libro, così scopertamente inerente e significativo.

Non sapevo allora che sarei tornato altre due volte sulla cima dell’Atago: nel 2010 da solo, risolutamente ascendendo a piedi dal paese alla cima, volendo gustarmi tutte le sensazioni e le associazioni del mio intimo, fermentando quelle idee che poi sarebbero divenute il libro “Psicologia dell’Aikido. Fare Aikido con Anima” pubblicato da Valtrend nel 2011; nel 2012 infine, del tutto inaspettatamente condottovi da Hirosawa sensei, che mi ha fatto il dono di voler condividere con me su quella cima, il sito e il vissuto di un’atmosfera appartata, per lui particolarmente significativa sul piano personale profondo.

Questa premessa che mi riguarda troppo, e della quale mi scuso nei confronti del lettore, vuole solo dare contezza del come mai solo oggi mi induca a recensire questo testo, che ritengo decisivo ai fini di una comprensione significativa delle arti marziali, partendo dalla spada, e, ritengo, date anche le circostanze, dell’Aikido in particolare. E’ dopo quell’excursus che me ne sento adeguatamente motivato.

William Scott Wilson, che ne ha curato la traduzione, ha fatto la stessa cosa anche per due altri testi capitali sull’arte della spada, questi ultimi tradotti in italiano e pubblicati entrambi dalle Edizioni Luni:

Sogni” di Takuan Soho e “La spada che da la vita” di Yagyu Munenori: le pietre miliari della spada giapponese!

E’ del tutto evidente che ho giocato a parafrasare Gesualdo Bufalino e la sua “Diceria dell’untore” in quanto gli untori altrettanto che i demoni, sono sicuramente personaggi immaginari -e ti pare poco!- ma con conseguenze non di semplice fantasia, come storicamente certifica il “Processo della colonna infame”, o letterariamente ma non troppo, Fedor Dostoevskij.

Gioia  profonda

Gioia profonda

Invece, a confermarcelo è proprio il curatore della traduzione nella postfazione al libro (afterword), narrandoci della sua ascesa al monte Kurama vicino Kyoto, visitato anche da Osensei, e di aver chiesto ad un’addetta al Kurama dera (il tempio dedicato al demone, del tutto analogo a quello del monte Atago) se avesse incontrato mai un tengu.

La risposta, apparentemente impregnata di humor inglese, più che di ritrosia giapponese fu: “Not yet…”.

Ma nondimeno è proprio Issai Chozanshi a chiarirci -e qui sta la simpatica mistificazione orientale- che la narrazione riportata nel libro è stato solo un folding screen (paravento), di uno spadaccino risvegliatosi da un sogno…

Non basta scomodare Freud e la sua psicologia da positivista scientifico, per capire che quella ermeneutica è la più idonea a trarre partito da un testo del genere. Occorre qualcosa in più, come una psicologia aperta al mistero, magari uno junghismo scientificamente ben temprato come direbbe Mario Trevi, il maestro in psicologia di Umberto Galimberti, per intendere la sostanza e il senso di questo testo. A significarcelo è ancora il curatore (residente in Giappone ed espertissimo di spiritualità-marzialità giapponese) utilizzando tra gli altri espressamente i termini: coscienza, archetipi, anima (soul).

L’excursus mitologico del testo, attraverso il vero e proprio psicodramma messo in scena, ci certifica che non ci si può attestare su una mera filologia spirituale o squisitamente marziale per cogliere il midollo di quanto scritto. Non viene tratteggiata o rappresentata una tecnica marziale che sia una, e tutti i riferimenti spirituali, tra gli altri al buddhismo e a un certo tipo di zen, vengono approcciati dal punto di vista del vissuto interiore di chi ci si imbatte.

Ma ancor più del curatore, il mentore evocato di questa “new mentality or psychological approach” risulta essere nientemeno che il santo-folle della spada giapponese: Myamoto Musashi dal suo Libro dei cinque elementi.

Il demone tra immaginazione e realtà

Il demone tra immaginazione e realtà

“Quando guardi il mondo, le varie arti sono state confezionate come capi da vendere. Parimenti una persona si concepisce come qualcosa in vendita e anche gli attrezzi di queste Vie sono proposti come mercanzia. Questa mentalità divide il fiore dal frutto e pratica meno dal frutto che dal fiore. In questa Via delle Arti Marziali in special modo, la forma diviene ornamento…uno parla di questo o quel dojo che insegna questa o quella Via, con lo scopo di trarne profitto”.

E ancora più sarcasticamente:

“…insegnando le maniere di maneggiare la spada, le posizioni del corpo o della mano. Sei in grado di capire come vincere attraverso queste cose?”.

Non abbiamo bisogno dell’era moderna per “sublimare” verso l’approccio psicologico il duro e periglioso cammino delle arti marziali. Niwa Jurozaemon Tadaaki (1659-1741) il cui pseudonimo letterario è appunto Issai Chozanshi, era samurai del feudo di Sekiyado collocato nelle vecchia provincia di Shimosa, attualmente divisa tra le prefetture di Chiba ed Ibaraki (nord a partire da Tokyo); in corrispondenza o non lontano quindi dai santuari della spada di Katori e Kashima.

Non meno di Musashi, Chozanshi vive ed opera nell’epoca della tremenda effettività delle arti marziali.

Allora è questo il contesto in cui il libro “…cerca di collocare l’artista marziale decisamente su un cammino interiore, un cammino di indipendenza, spontaneità e semplicità…In altre parole se lo studente riesce ad interiorizzare l’essenza di tutte le arti marziali, può perseguire la maestria attraverso qualsiasi stile abbia scelto, con fiducia ed impegno. Lo scopo non è la competenza tecnica, ma la trasformazione”!

Con questa magica parola densa di presentimenti e di significati, Carl Gustav Jung nel 1912 pubblicava un testo (Simboli della trasformazione) che l’avrebbe irrimediabilmente separato dall’ortodossia freudiana, facendogli intraprendere quel cammino (A dangerous method) che l’avrebbe portato ad essere anticipatore di ben oltre un secolo della coscienza diffusa.

Copyright Angelo Armano© 2013
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Recensione: Daito Ryu – Verso la Scoperta dell’Aiki


Yukioshi Sagawa nella torre del Castello di Matsumoto (1986)

Daito Ryu – Verso la Scoperta dell’Aiki
Budo Editions, 77123 Noisy sur Ecole, FRANCE

Ho trovato una traduzione francese del secondo libro di Tatsuo Kimura che ha come sottotitolo: “I miei vent’anni con il Maestro Sagawa”, fino ad ora solo parzialmente tradotto in inglese. Trattasi sicuramente di una buona traduzione in quanto Brigitte e Nozomo Inazuma sono degli “addetti ai lavori”, praticando a loro volta con sensei Kimura.
Kimura: chi è costui?
Sicuramente un personaggio anche se nello stile del suo maestro, per nulla impegnato a fare un impero delle sue conoscenze marziali. Professore di matematica all’Università di Tsukuba ed autore di ricerche e pubblicazioni, Tatsuo Kimura è un’innamorato delle arti marziali, a cominciare dall’Aikido (5°dan) come allievo di Yamaguchi e dal Kashima shin ryu come allievo di Inaba.
Ebbe occasione di stare sul tatami anche con Osensei e di venirne proiettato.
In quanto ricercatore universitario si recò sovente all’estero e, nel contempo, di tener dei corsi di Aikido, constatando come di fronte a partners stranieri in grado di resistere, o agli stessi maestri, le tecniche spesso non funzionavano, senza almeno un minimo di compiacenza. Per parte mia debbo osservare che tale modalità assecondante da parte di uke viene più o meno data totalmente per
scontata. Molto di recente, a Parigi, ad uno stage di Endo sensei una praticante mi chiese lei di tenere forte su un ushirowaza ryotetori particolare, con le braccia sollevate; come non riuscì in nessun modo a divincolarsi, mi rimproverò ferocemente di non fare Aikido. E cosa sarebbe allora l’Aikido?
Che questo sia un problema reale è confermato dalla didattica del maestro Tissier, costantemente preoccupato di una effettiva parità tra uke e tori, definendo quella modalità compiacente di cui sopra la perversione dell’Aikido.
Kimura rimase dubbioso e perplesso di tutto ciò e tornato in Giappone, si mise alla ricerca di un maestro che fosse veramente in grado di applicare le tecniche. Lo trovò nel maestro Yukioshi Sagawa, allievo diretto di Sokaku Takeda.
In un mio articolo pubblicato in due puntate su Aikido Italia Network, dal titolo Zanshin ed Aiki a cui integralmente rimando, avevo provato a distillare il senso di certa nostra pratica, alla luce sia di mie personali esperienze, sia degli stimoli procuratimi dalla lettura di Tomei na chikara, anch’esso di Tatsuo Kimura, il cui titolo nell’edizione inglese suona: “Transparent power”.
Per l’aikidoista che comprende il francese, è un libro di cui raccomando la lettura, senza esitazioni.
Alcune allusioni di Kimura al fatto che essere proiettati con aiki ha addirittura un potere rigenerante per uke, e che il progresso nell’aiki è in sintesi uno sviluppo degli stati di coscienza dell’essere umano -V. il mio Psicologia dell’Aikido, Valtrend Edizioni-, hanno ridotto sostanzialmente la distanza tra i fini dell’Aikido e quelli del Daito ryu di Sagawa sensei. Col privilegio però di una tecnica possente, in grado davvero di prevalere, senza la benché minima forza fisica, della quale anzi occorre imparare a disfarsi. Una cosa davvero difficile, provare per credere!
Tanto più che la preparazione fisica, quella muscolare, non può essere trascurata; decisivo quindi è il come usare le catene muscolari e, aggiungo, anche se Kimura non lo dice, il respiro in senso yogico e la mancanza di timore, come sottolinea Tissier.
Secondo Kimura la tecnica di Sagawa sensei ha realizzato il sogno di Yamaguchi sensei, ovvero di proiettare con leggerezza qualsiasi brutale attacco.
Riguardo al problema del tenere con forza, non ci sono allusioni alla didattica di Iwama sul kihon e alle soluzioni da essa proposte. A me pare però che il concetto di aiki come proposto da Kimura per il tramite del suo mentore Sagawa sensei, e del quale a tutti gli effetti è il successore, si collochi su un piano ben più alto, che è quello dell’Aikido di Ueshiba.
Non posso che essere ancora una volta immensamente grato al maestro Hideo Hirosawa, ai suoi insegnamenti diretti ed espliciti, alle esperienze che mi ha fatto fare, che mi hanno reso sensibile a questo aspetto e leggibili molti di questi argomenti.

Copyright Angelo Armano© 2012
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Gabriele Pintaudi Presenta “Aikido Libero e Consapevole”


Aikido Libero e Consapevole, il nuovo libro di Gabriele Pintaudi

Inizialmente non ho programmato in maniera intenzionale di voler scrivere questo libro, perché di testi sull’aikido e le arti marziali in generale, forse ce ne sono abbastanza. Poi, scrivendo molto sul sito e avendo idee varie, mi sono detto perché non provarci?

di GABRIELE PINTAUDI

Non l’ho fatto con il tentativo di risultare forzatamente originale e scrivere qualcosa di eclatante, e per questo sono rimasto soddisfatto della realizzazione spontanea. Mi sono anche chiesto, di cosa dovrebbe parlare un libro sulle arti marziali? Delle tecniche? Dell’aspetto filosofico? Nessuno dei due. Perché? Francamente non ne trovo utilità, poiché la pratica è un qualcosa che si fa sul tatami, mentre l’aspetto filosofico oggi è visto un po’ troppo “a sé” rispetto a ciò che si verifica negli allenamenti.
Sembra che ci sia una specie di scissione, di controsenso, tra ciò che viene passato come filosofia e il comportamento generale degli insegnanti. Il problema dove sta? Alla radice, molto nascosto ed invisibile, e una volta trovato quello l’aspetto pratico né è una diretta conseguenza. Se non siamo in grado di gestire anche solo un’emozione negativa in presenza di una situazione che valutiamo “negativa” ma è solo la nostra percezione personale a renderla tale, come possiamo davvero insegnare la via dell’armonia? Armonia di che? Di cosa? Cosa si intende per armonia? E’ un fatto esteriore che riguarda le tecniche? E’ un problema filosofico? Entrambi? Oppure va ricercato all’interno della nostra quotidianità, influenzando la nostra pratica e viceversa. Si tratta di una guida moderna, a volte anche pungente, che tocca temi che spaziano dalla psicologia alla didattica e affrontano argomenti spesso dati per scontati. L’obiettivo è il risveglio dell’intelligenza, dell’intuizione, della sensibilità. Lo scopo è quello di fare luce sulla situazione, aiutando la gente a riconosce un buon insegnante, una didattica valida e riuscire a rendersi indipendente e creativo, attraverso un percorso pratico ed assolutamente realizzabile. Dobbiamo trovare il coraggio di essere liberi da ogni condizionamento, che sia la propria federazione, il proprio maestro, i propri allievi, senza creare idoli a cui proiettare le nostre insicurezze interiori. Guardare tutti questi elementi sotto un’altra prospettiva, più consapevole, prendendo coscienza che possiamo trovare la nostra strada guardandoci dentro, e non soltanto fuori.
Un libro che scava a fondo, molto a fondo, sulle domande a cui spesso non diamo risposta e non ci danno risposta, decretando il potere a qualcun altro fuori di noi per indicarci la via giusta. Urge più che mai trovare la capacità di sviluppare un’osservazione attenta, saper discernere da soli, smettere di identificarsi con i meccanismi meno importanti come le tecniche giuste o sbagliate, la tradizione rigida e statica, il maestro più o meno bravo, l’arte marziale più o meno efficace o se una tecnica è meglio interna o esterna. Basta con queste problematiche, non esiste niente del genere, è tutta una conseguenza di problemi ben più radicati che spesso, per paura o convenienza, non si guardano. E’ ora di tornare a puntare i riflettori sulla semplicità delle cose, perché li si trova la chiave per il punto di svolta.

Titolo: Aikido libero e consapevole
Autore: Gabriele Pintaudi
Collana: Saggistica
Pagine: 140
ISBN: 9788866186540
Editore: youcanprint.it

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Curriculum di Gabriele Pintaudi

Istruttore Aikido
III° Dan di Aikido, Conferito dall’ “Associazione Aikikai  Italia,  successivamente passato all’Ado Uisp che fa capo al maestro  Christian Tissier VII Dan , e attualmente alla FITA di Napoli
Illustratore iperrealista e dell’infanzia. Varie tipologie di tecniche e di stili
Difesa personale femminile/maschile
Istruttore Body Building e Personal Trainer
Scrittore di testi per infanzia e/o adulti, redattore musicale
Educatore cinofilo

Copyright Gabriele Pintaudi© 2012
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita 
http://www.gabrielepintaudi.com

 

“Narrando Viaggiando”, Racconto On-the-Road dallo Sfondo Aikidoistico


On-the-Road

On-the-Road

Abbiamo ricevuto questo post di Marco Rubatto dal blog Aikime, che vi rigiriamo con estremo piacere…

Quest’oggi ci occupiamo di recensire brevemente un simpatico Aiki-esperimento letterario di Simone Chierchini Sensei, Coordinatore delle attività di Aikido Italia Network.
Già qualche tempo fa, infatti, egli ha pubblicato per la Casa Editrice ”Albatros” il racconto comico on-the-road “Narrando viaggiando”, che si sviluppa con un insolito retroscena legato alla nostra amata Arte…
La sua ultima fatica letteraria parla infatti di un’improbabile manipolo di amici che partono da Milano in automobile per partecipare ad uno stage di Aikido a Pesaro, tenuto da un Maestro giapponese killer, la cui fama sembra giungere direttamente dal medioevo nipponico…

Leggi il seguito su
http://aikime.blogspot.com/2011/10/narrando-viaggiando-racconto-on-road.html

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“Posti del Cuore”: Simone Chierchini ed il suo Terzo Occhio


Heart's Places, il libro fotografico di Simone Chierchini

Uno specialista di arti marziali che produce un suo libro fotografico? Le Arti marziali possono andare, l’occhio per i dettagli rimane… “Heart’s Places – Posti del Cuore” è una selezione di ciò che il suo occhio di Aikidoka ha fatto vedere a Simone in giro per il mondo tra il 2005 e il 2009

di MARIA CHIARA LORENTI

Per un appassionato fotografo la fotocamera diviene una propaggine del proprio io, un proseguimento del pensiero, un terzo occhio che fissa su carta la memoria di un posto, di un oggetto, di una persona. Il possesso di un ricordo permette di archiviarlo senza il timore di perderlo nei recessi della mente, così puntare la macchina fotografica per uno scatto diventa una necessità inderogabile per fare in modo che quel momento sia fermato per sempre.
Simone Chierchini è un esperto di arti marziali che ha iniziato ad otto anni a praticare Aikido, e l’estrema attenzione che questa disciplina richiede ha educato il suo occhio a cogliere ogni movimento, ogni piccola variazione ambientale. Questa sua peculiarità lo ha indirizzato a cimentarsi anche con la fotografia, dove la sensibilità per i dettagli è indispensabile.
Dopo tanti viaggi in giro per il mondo ed un bagaglio fornitissimo di immagini ha deciso di metterle in scena, mostrandole ad un pubblico eterogeneo, forse disabituato a frequentare gallerie e musei, per confrontarsi, approcciandosi con loro in maniera trasversale, quasi casuale.
Il suo fotolibro “Heart’s Places – Posti del Cuore”, pubblicato con le edizioni online Blurb, comprende una sequenza di istantanee realizzate durante i percorsi intrapresi nelle sue peregrinazioni, un reportage composto da particolari dedicati ai paesaggi più disparati, in Italia ed all’estero, i “posti del cuore” appunto, che in un attimo, nella frazione di un secondo, il tempo di fare click diventano tuoi per sempre.

Guarda il Portfolio fotografico di Simone Chierchini
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Slideshow delle prime 15 pagine del Fotolibro

HEART’S PLACES – POSTI DEL CUORE
di Simone Chierchini
Blurb
Prezzo €31.95
Numero pagine: 80
Disponibilità: Spedizione entro 2-3 giorni
Formato: Paperback/Hardback grande formato

Tratto da: Giornale del Lazio 24/06-08/07/2010; Occhio all’Arte Giugno 2010

Aikido On The Road


Aikido on the Road

Non è cosa solita per me leggere romanzi, di alcun tipo, poiché sono da sempre stato un gran fruitore di saggistica, tanto poi da divenirne io stesso scrittore… tuttavia per curiosità e parecchio per voglia di condividere i contenuti di “Narrando Viaggiando” dell’amico Simone Chierchini non ho esitato a tuffarmi nell’avventurosa lettura di questa storia on-the-road, frutto della sua ultima fatica letteraria

di MARCO RUBATTO

Bellissimo poi per me è stato leggere un romanzo scritto utilizzando l’Aikido come sfondo e naturale collante fra i personaggi: 5 amici che si incamminano da Milano per partecipare ad un’improbabile stage di Aikido a Pesaro, tenuto da un Maestro giapponese killer, la cui fama sembra giungere direttamente dal medioevo nipponico.
Particolarmente inedito è il constatare come quest’avventura abbia dei risvolti parecchio comici e leggeri, sebbene mai banali: dell’Aikido è possibile veramente fare ciò che si vuole, compreso riderne e farne un elemento dissacrante, almeno quanto sacro.
Credo che ciò denoti anche una certa intelligenza, poiché la capacità di non prendere/prendersi troppo sul serio è una qualità che aiuta a superare le difficoltà e sdrammatizzare gli inevitabili impasse che si incontrano su questo tipo di Via.
Leggendo “Narrando Viaggiando” si viene via via avvolti in un’atmosfera di intensità crescente, tanto da farne uno di quei testi che si vorrebbe poi che… non finissero presto, che durassero più a lungo… o che avessero già pronta una “parte seconda”.
La scrittura di Simone scorre liscia ed è particolarmente attenta alla caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi, con pennellate svelte, ma capaci di far cogliere una sensazione più legata ai sensi che al mero intelletto.
Si rimane avvinghiati volentieri insomma ad una penna felice se poi il prodotto finale è un racconto così sereno e semplice, senza scadere nell’essere “facile”.
C’è una bella differenza fra queste due cose: per essere “complessi” ci va un cervellone pieno di cose da dire, per essere “facili” è sufficiente scrivere ciò che gli altri vorrebbero leggere.
La padronanza del lessico di Simone invece è in grado di essere “semplice” nel senso di “essenziale”, cioè raccontare la profondità con tocchi leggeri e pregnanti al contempo.
L’Aikido poi si presta benissimo a questo esperimento letterario, poiché tutti i praticanti riconosceranno senza dubbio le tante dinamiche veritiere che nel romanzo appaiono ovviamente parodiate e deformate da un velo comico.
Personaggi e situazioni sembrano prese dal Dojo di ciascuno di noi, è ciò forse a rendere particolarmente famigliare ed intrigante la lettura agli Aiki-appassionati: la reale possibilità di riconoscersi nello scritto in più occasioni.
Il finale poi è qualcosa di particolarmente curato a mio dire: i film U.S.A. tendenzialmente mi risultano abbastanza inguardabili, nonostante gli effetti speciali… poiché il belloccio sposa sempre la ballerina di turno e tutto finisce in buonismo.
“Narrando Viaggiando” invece rischia di essere inedito ed interessante anche in questo caso proprio per il taglio scelto per il finale…
Un crescendo di eventi che si susseguono per poi… lasciare spazio alla fantasia e all’intelligenza di voi Aiki-lettori, ai quali sicuramente raccomando di scoprire come va a finire!

Ottimo lavoro Simone San! Omedetou gozaimasu!

LEGGI UN’ANTEPRIMA DEL ROMANZO

Narrando Viaggiando
NARRANDO VIAGGIANDO di Simone Chierchini
Gruppo Albatros – Il Filo - Collana Nuove Voci – Chronos
Prezzo: €9.90
ISBN 978-88-567-3288-7
Numero pagine: 152
Disponibilità: Spedizione entro 2-3 giorni
Formato: Paperback Standard

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Copyright Marco Rubatto ©2011
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Aikido Vivo Recensisce “Narrando Viaggiando”


Simone autografa il suo Foto-libro "Heart's Places"

Fabio Branno, anche se correntemente indaffarato con pannolini e creme emollienti, ha trovato il tempo di farsi quattro risate leggendo Narrando Viaggiandoil romanzo di Simone Chierchini, che ha poi gentilmente recensito sul suo blog Aikido Vivo. Le quasi 40000 persone che finora hanno visitato Aikido Italia Network e apprezzato le qualita’ di blogger e scrittore di Simone forse potrebbero fare altrettanto, scoprendo quello che, ad oggi, e’ il suo piu’ grosso sforzo letterario 

Sono molto attento alle iniziative che mi vengono proposte, perché sono convinto che le idee possano veramente cambiare il mondo. Alcune sono geniali, altre un po’ pazze, ma il solo fatto che vengano significa che esiste ancora qualche cervello attivo nei paraggi, non ancora sopito in stand by.
In genere l’estate la passo sotto l’ombrellone, nel senso specifico del termine, chiudendo per un mese i contatti col mondo intero, sia esso virtuale o in carne ed ossa… Ma l’arrivo di Adriano, quest’anno mi tiene in casa, alla spasmodica ricerca di qualcosa di interessante da fare.
La prima di queste è stata leggere un romanzo proprio carino.
“Narrando Viaggiando” è la storia di un gruppo di amici con tre giorni liberi da dedicare ad un viaggio senza meta. Da sfondo le Arti Marziali ed i meravigliosi anni 80…
La penna ispirata di Simone Cherchini regala ore di divertimento, spunti di riflessione, un pizzico di nostalgia e tanta, tanta voglia di partire!

Su Narrando Viaggiando vedi anche:
Carlo Caprino Recensisce il Romanzo di Simone Chierchini
Video: 10 Libri – Intervista a Simone Chierchini per “Narrando Viaggiando”
Ridere dell’Aikido?Narrando Viaggiando, il primo romanzo di Simone Chierchini 

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Il Cuore dell’Aikido


 

Il Cuore dell'Aikido

Il Cuore dell’Aikido
La filosofia del Takemusu Aiki

Autore: Ueshiba Morihei
Editore: Edizioni Mediterranee

Prefazione di Moriteru Ueshiba
Traduzione italiana a cura di Milvia Faccia

Compilato e tradotto da John Stevens
pp. 117, Prezzo: € 12,50

Con il suo messaggio di armonia universale, l’Aikido attrae un numero sempre maggiore di seguaci in tutto il mondo. Recentemente i praticanti di quest’arte marziale erano più di 1.600.000 sparsi in 90 differenti paesi.
Il cuore dell’Aikido. La filosofia del Takemusu Aiki parla degli sforzi che ognuno di noi deve fare per promuovere la pace a tutti i livelli, quella pace che il leggendario fondatore, Morihei Ueshiba, credeva fosse il nucleo dell’Aikido.
Takemusu Aiki significa “la forza che genera la vita capace di trasformazioni illimitate”: quest’idea è il fondamento spirituale su cui poggia l’Aikido.
Il libro – tradotto prima in inglese e oggi, finalmente, in italiano – attinge all’essenza della filosofia e della spiritualità del fondatore, basata sulla religione scintoista.
Sottolinea l’importanza dell’armonia nelle arti marziali e della promozione della pace che si può ottenere allontanando l’aggressività attraverso l’armonia.
Questo testo di Morihei Ueshiba avrà un posto speciale nel cuore dei praticanti di Aikido.

Recensione tratta da http://www.aseq.it/il-cuore-dell%E2%80%99aikido.html

 

Juku.it Recensisce Angelo Armano


Psicologia dell'Aikido

Una nuova recensione del libro dell’amico Angelo Armano e’ online grazie ai colleghi di juku.it
Buona lettura!

Angelo Armano
Psicologia dell’Aikido - Fare Aikido con Anima
Ed. Valtrend
Pagine 140

Leggi recensione di www.jiku.it

Leggi Anteprima del libro di Angelo Armano
Leggi Intervista ad Angelo Armano


By RedazioneRedazione Aikido Italia Network

The Seven Arts of Change


The Seven Arts of Change by David Shaner

L’Aikido è molto di più di un’arte marziale per proiettare gente a terra, è una pratica che puo’ portarci a diventare persone migliori, è anche molto più. Attraverso l’Aikido possiamo trovare la nostra strada attraverso tempi difficili, e fare la nostra piccola parte per migliorare la nostra comunita’. Il libro di David Shaner Sensei, 7^ Dan e Capo Istruttore dell’Eastern Ki Federation nonche’ presidente del dipartimento di filosofia della Furman University, è un chiaro e stimolante esempio di cio’ che gli aikidoisti possono contribuire verso un futuro sano e di successo.

di VIJAY RAMACHANDRAN

“Colui che rifiuta il cambiamento è l’architetto del proprio decadimento. L’unica istituzione umana che rifiuta il progresso è il cimitero”. Così disse l’ex primo ministro britannico Harold Wilson alcuni anni fa.
Perché, mi chiedo gli esseri umani resistono cosi’ tanto al cambiamento, preferendo lo status quo, nonostante tutte le indicazioni che esso non sia altro che un’illusione? Considerando che il nostro stato d’animo varia di momento in momento, quale e’ la ragione per aderire alla norma? Tuttavia non e’ che sopravvivere sia mai stato obbligatorio!
Combinando le esperienze del business occidentale con la filosofia orientale, il libro di David Shaner fornisce il convincente argomento che il cambiamento organizzativo non deve avvenire a scapito dello sviluppo spirituale di un individuo.
Il suo mantra per un cambiamento efficace e sostenibile è quello di portarlo al di là del superficiale e di radicarlo profondamente nel talento di cui le organizzazioni sono ricche.

The Seven Arts Of Change:
Leading Business Transformation That Lasts
By David Shaner
Published by Sterling

Chi e’ David Shaner

 

Copyright by Vijay Ramachandran ©2011
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
Traduzione dall’inglese di Simone Chierchini
Pubblicato per la prima volta su
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